I cani capiscono le nostre emozioni?

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Ti è capitato almeno una volta di sentirti compreso profondamente dal tuo cane? C’è una cosa che si chiama empatia e che caratterizza il rapporto con i nostri animali domestici.

“Gli animali sanno senza bisogno di parole” quante volte l’hai pensato guardando il tuo amico a 4 zampe? A me capita spesso, praticamente tutti giorni.

E da questa “comprensione” totalmente spontanea e involontaria mi chiedo frequentemente: i cani capiscono le nostre emozioni?

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Se osserviamo il nostro rapporto cane e padrone che viene ad instaurarsi, possiamo imparare a conoscere anche noi stessi, lo sapevi?

Chi mi conosce e conosce il mio approccio alla relazione animale sa molto bene che uno dei miei punti cardine è basato principalmente sia sulla conoscenza di sé stessi che sull’empatia animale. I problemi di convivenza e di relazione con i nostri cani, derivano principalmente dalle nostre difficoltà emotive e relazionali che l’animale ci mostra per aiutarci. Spetterà poi a noi, riconoscere i nostri “difetti” e le nostre mancanze per poterci lavorare e convertirle così in virtù e punti di forza.

I cani comprendono le nostre emozioni?

Nel 1600 arrivò Cartesio che tracciò una linea di demarcazione netta tra noi e gli altri animali del creato. Per lui e per la maggioranza della gente dell’epoca, eravamo solo noi umani a provare emozioni mentre, gli animali, reagivano agli eventi in modo meramente meccanico.

Fortunatamente, col tempo, la scienza ha iniziato a scardinare questa convinzione e ad accorgersi, almeno inizialmente, che i nostri amici animali erano perfettamente in grado di riconoscere almeno le emozioni semplici.

Si pensava che questo avvenisse semplicemente rispondendo ai nostri toni di voce ed alle nostre espressioni ma un nuovo studio ha dimostrato che possiedono un’autentica rappresentazione mentale astratta dei nostri stati emotivi e tra poco capirai a cosa mi riferisco.

cani ed emozioni

Uno studio della University of Lincoln che è stato pubblicato sulla rivista Biology Letters, svela che i cani sanno comprendere realmente le nostre emozioni.

Secondo gli studiosi i nostri animali non sanno semplicemente riconoscere e comportarsi di conseguenza davanti ad un’ espressione triste o felice. Possono integrare tutte le informazioni che raccolgono dai diversi sensi ( vista, olfatto, tatto e così via) e formare una rappresentazione mentale astratta del nostro stato emotivo.

Per scoprirlo hanno sottoposto 17 cani domestici ad immagini di volti e suoni di voci che rappresentavano diversi stati emotivi. Ognuno di loro ha ricevuto, quindi, 2 input sensoriali (video e audio) sia umani che canini che venivano presentati contemporaneamente e in modo casuale.

Da qui, i ricercatori, hanno osservato che i cani si soffermavano maggiormente ad osservare le immagini dei volti quando l’emozione impressa sulla foto concordava con quella delle voci a loro abbinate.

I cani erano in grado di integrare le informazioni provenienti da ben 2 canali sensoriali e di formare rappresentazioni mentali degli stati emotivi che gli erano stati proposti.

Daniel Mills e Kun Guo coautori della ricerca hanno spiegato:

“Si discute da moltissimo tempo della capacità dei cani di riconoscere le emozioni umane. Moltissimi proprietari di cani riportano infatti, in modo ricorrente, che i propri animali domestici saprebbero riconoscere l’umore dei membri della famiglia. Esiste però un’importante differenza tra apprendimento associativo, come può essere imparare a rispondere correttamente a un tono di voce iroso, e il riconoscimento di una serie di indizi molto differenti che indicano la presenza di una particolare emozione in un’altra creatura. I nostri risultai dimostrano per la prima volta che i cani sono effettivamente in grado di riconoscere le emozioni negli esseri umani e in altri cani”.

Per farlo, devono necessariamente possedere un sistema interno di categorizzazione degli stati emozionali. Fino a oggi questa capacità cognitiva era stata osservata solamente nei primati, e la capacità di farlo con più specie era stata dimostrata solamente negli esseri umani”.

empatia cani

Interiorizzano le nostre emozioni?

Quindi oltre a renderci conto che possono provare anche emozioni complesse ci accorgiamo che hanno pure la capacità di essere empatici e quindi di sentire e interiorizzare le emozioni altrui.

Quello che viene a crearsi è una sorta di rapporto “spirituale” tra noi ed il nostro compagno di viaggio.

Questo perché, nel momento in cui decidiamo di condividere una parte della nostra vita con un animale, impariamo a sentire i suoi bisogni, le sue necessità e le sue esigenze, ed ovviamente, per loro è lo stesso.

Viene a crearsi un rapporto definito da molti simbiotico ma che in realtà e giusto definire empatico. E’ l’empatia a caratterizzare il nostro rapporto con loro e cioè il “capirsi a vicenda”.

Il bisogno di essere capiti e compresi è uno dei bisogni fondamentali degli uomini ed ecco uno dei motivo per cui il rapporto con il nostro amato cane diventa un legame così unico e forte. Un’altra caratteristica fondamentale che lo consolida è l’assenza totale di giudizio. I nostri amici animali ci accettano sempre per quello che siamo e grazie a questo ci aiutano a by-passare quella che è la classica paura del giudizio.

Io parto sempre dal presupposto che nulla accade per caso e perciò se hai incontrato quell’animale sulla tua strada e vi siete scelti e perché le vostre anime hanno bisogno l’una dell’altra.

Se ti fermi a pensare ci sono tantissime somiglianze tra te e lui e cercando con attenzione troverai moltissime caratteristiche emotive e comportamentali che vi accomunano. Questo perché i nostri animali domestici rispecchiano ciò che siamo, le nostre emozioni ed il nostro modo di affrontare la vita. Starà poi a noi decidere quanto vogliamo andare a fondo e osservare ciò che vogliono mostrarci.

cani capiscono le nostre emozioni

Osservare il rapporto che abbiamo con loro per conoscere noi stessi

Se impariamo ad osservare nel modo corretto il nostro rapporto con gli animali possiamo veramente imparare a conoscere noi stessi.

Capita spesso che la paura di un animale nasconda la paura di ciò che quell’animale rappresenta per noi.

Per farti alcuni esempi;

La paura verso i cani potrebbe riflettersi verso la mancata capacità di dare incondizionatamente visto che essi rappresentano la devozione e la capacità di abbandonarsi ad un altro essere.

I gatti invece, simboleggiano il legame che intercorre tra il mondo umano e quello spirituale. La paura verso questi animali può essere collegata proprio al rifiuto o alla paura verso la nostra parte più profonda, meno “razionale”e più istintiva.

Quante volte ti è capitato di dire: “quel cane è proprio uguale al proprietario!”

Se vogliamo entrare più nello specifico e analizzare il rapporto più stretto con il nostro animale domestico ci accorgiamo che, se il nostro cane è particolarmente gioioso è perché anche noi lo siamo. Mentre invece se tende ad essere triste e apatico è perché percepisce un nostro malessere più o meno profondo e lo manifesta insieme a noi. E così via..

Non mi fraintendere, ovvio che la prima cosa che vado a verificare nel momento in cui analizzo un cane con il suo proprietario è quello di capire se le esigenze del cane vengono soddisfatte ma, dopo questa attenta analisi, quello che vorrei e che facessi un passo in più. Queste diventano intuizioni importanti che ci indicano su cosa quella persona ha maggiormente bisogno di lavorare per trovare equilibrio.

Gli animali sono caratterizzati da emozione pura mentre noi lo siamo da pensieri. Loro assorbono le nostre emozioni, le vivono e soprattutto comunicano costantemente con esse. Sanno vivere nel momento presente ed ecco perché la comunicazione con loro è immediata.

Arrivati a questo punto, per comunicare con loro, dobbiamo necessariamente sviluppare un nuovo linguaggio o almeno modificarlo. Per farlo dobbiamo abbassare la frequenza dei pensieri ed imparare ad ascoltare le emozioni che emaniamo.

Questo perché, molto frequentemente, cerchiamo di compiere delle azioni con i nostri cani, che sul piano emozionale non sono coerenti con quello che cerchiamo di fare.

relazione con il cane

Un esempio lampante è il richiamo.

Spessissimo mi sento dire: “porto il mio cane al parco e quando lo chiamo non torna!”. Non analizzo ora tutta la parte prettamente educativa sul cosa fare a riguardo e dei motivi per cui il cane non torna al richiamo semplicemente perché non inerente con l’argomento di questo articolo.

Quello su cui mi voglio soffermare è qualcosa di più profondo e sottile. Quando pongo domande a riguardo e do’ indicazioni sul cosa fare mi sento dire: “Ok io ci provo, ma sicuramente non verrà come tutte le altre volte. Guarda, è già distratto da quel cane.”  Anche a te è capitato di pensarlo vero?

Non funziona perché entra in atto un meccanismo comunicativo errato.

“Io lo chiamo ma il mio cane non mi ascolta!” è quello che pensi ma in realtà non è così ed ora ti spiego il perché.

Se partiamo dal presupposto che i cani percepiscono le nostre emozioni capisci in fretta che anche se tu dici una cosa ma l’emozione che provi è diversa il risultato non potrà essere quello che speri. Questo perché la nostra emozione iniziale va fisicamente a modificare tutto quello che è la nostra comunicazione. Cambiamo postura, tono di voce, gestualità e così via.

Il vero risultato è dato solo da quello che senti e cioè che il tuo cane come sempre sceglierà di farsi gli affari suoi perché tu, in fondo, non sei così importante rispetto a quello che c’è là fuori. Ecco perché diventa fondamentale imparare ad ascoltare le nostre emozioni, capirle e sopratutto prenderne coscienza. Solo grazie a questa presa di coscienza posso correggere la mia comunicazione.

I nostri cani ci aiutano  e ci offrono costantemente la possibilità di iniziare un percorso magnifico di autocoscienza e di guarigione emozionale.

E questo è un punto fondamentale di questo concetto perché se voglio aiutare il mio cane ad essere felice, devo contemporaneamente aiutare anche me stesso ad esserlo!

Spero che questo articolo ti sia stato utile e sarebbe per me magnifico poter sapere cosa ne pensi a riguardo, se ti va puoi tranquillamente scriverlo nei commenti qui sotto.

A presto,

Silvia

 

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